di Marco Evola
Il così detto “tango milonguero” è un termine di ispirazione europea con cui si definisce il “tango sociale”. Il concetto di tango sociale non era prima e non lo è ancora oggi radicato nella cultura dei tangueri europei.
Il termine “tango milonguero” non piace molto agli argentini che legittimamente non ne capiscono il significato visto che la socialità del tango è , per loro, qualcosa di assolutamente naturale e familiare. Noi europei, invece , sentiamo l’esigenza di “etichettare il tango sociale” con il termine “tango milonguero” per definire un modo di ballare nell’abbraccio chiuso, un certo tipo di musica (musica tradizionale senza tanghi sinfonici o d’ascolto o tanghi elettronici) per definire un concetto, un approccio al tango. I gruppi milongueri storicamente sono elitari e composti da un numero esiguo di persone, per questa ragione sono nati i “Raduni”, con l’intento di mettere insieme le varie esperienze garantendo scambio e confronto tra ballerini accomunati dalla medesima cultura tanguera. Questo fenomeno oggi ha acquisito una dimensione internazionale.
Uomini e donne seduti su file separate gli uni di fronte agli altri, mirada e cabeceo gli unici codici con cui invitarsi a ballare… Inizia la cerimonia della milonga. Ci abbracciamo con cura e come per incanto entriamo in contatto con le parti più profonde dell’altro e di conseguenza, con le parti più profonde di noi stessi… questo, per me, è l’essenza del tango, i passi, le tecniche sono strumenti necessari per l’espressione di questo mondo interno così come la grammatica sta alla poesia… Il tango milonguero, come la bellezza è semplicità, ma la semplicità è difficilissima da raggiungere, perché ciò che è semplice … non è mai facile…
ho studiato e continuo a studiare tango salon. ma sono attratta anche dalle altre forme del tango.