Vai piano che è tardi… !

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Volevo evidenziare un’altra analogia tra il tango e il canto.
La cosa più impegnativa da affrontare studiando canto moderno è l’uso della muscolatura che gestisce le corde vocali.
Chi si approccia a quest’ arte tende a cantare così come parla ovvero “manovrando” le corde, tramite i muscoli correlati, tirandole e stendendole per produrre l’intonazione e facendo uscire l’aria espirando con l’intera gabbia toracica.
Nella tecnica di canto moderno o detta anche “a corde libere” (qui di solito nasce una discussione come tra salon e milonghero) invece si impara a manovrare pochissimo con i muscoli le corde e lasciare che sia la colonna d’aria, data dalla pressione che il diaframma esercita sulla parte bassa dei polmoni, a produrre il suono, passando attraverso le corde “libere”. Ne risulterà un timbro piu naturale piu ricco di armoniche meno affaticante e nel tempo produrrà meno danni; questa tecnica infatti è studiata anche da chi parla a lungo per lavoro come gli insegnanti, chi fa conferenze, guide turistiche e simili, proprio per diminuire i rischi di malattie professionali.
Per fare questo è indispensabile imparare a rilassarsi, mettendo la muscolatura in grado di accettare i cambiamenti che le vengono richiesti.

Così nel ballo imparando a rilassare tutti i muscoli del corpo avremmo movimenti più fluidi, più stabilità nell’appoggio del piede e più precisione nei passi.
Anche la nostra ballerina/o percepirà una sensazione più gradevole a tutto vantaggio della comunicazione sia tecnica, intenzione e marca, sia emotivo/sentimentale.
Come al solito tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare (come da qua a BsAs), e gioca un ruolo determinate non solo il proprio temperamento, ma anche l’andamento della giornata, se hai appena litigato a sangue con il fidanzato/a o ti hanno recapitato una bolletta dell’acqua da 1500 euro hai voglia a comunicare calma e sicurezza ….

stress

Quando mi accorgo che sto un pò sull’agitato mi impongo di andare piano, già per strada andando alla milonga, non più dei 50 km/h, poi quando arrivo, i 20 scalini che mi portano alla sala da ballo, li faccio a rallentatore, uno alla volta…..poi mi cambio le scarpe… piano….. entro in sala ……e via, come viene…….. Per me funziona e anche alcune ballerine hanno notato la differenza.
E voi cosa fate di particolare che vi aiuta a predisporvi per il tango ?

1 commento

  1. Mah! io arrivo quasi sempre in milonga un pò trafelata, soprattutto quando sono responsabile dell’organizzazione.
    Sistemo tutto poi, fra le braccia del ballerino cerco di rilassrmi il più possibile (siamo qui per questo no?) e per farlo mi servo molto del respiro. Penso al mio respiro. E ascolto la musica. Generalmente funziona!
    🙂

  2. Ballo spesso con una ragazza che ha iniziato da poco e si beve un bel bicchiere di vino, prima…..
    Poi balla più disinvolta, dice che lo fa per vincere la timidezza….
    In realtà all’inizio i bicchieri erano più di uno, ma poi aveva problemi di asse…. così ha optato per il “minimo sindacale concesso”…
    Se la cava bene, negli ultimi tempi ha fatto molti progressi….
    A ben pensarci ha uno strano modo d’essere timida una volta si è avvicinata è mi ha detto “siccome non ho il coraggio di aspettare che mi inviti, balliamo subito!”
    Saranno i miracoli del tango? 🙂

  3. Ieri ho ballato con una principiante perchè ho notato che si abbandonava molto disinvoltamente tra le braccia dell’uomo: relax !!!

  4. In genere le principianti che ballano con i più esperti sono dure come il legno, più di una volta mi è capitato di ballare con ballerine che tremavano—- sarà l’ansia da prestazione?

  5. Non ho un sistema per rilassarmi, di solito è abbastanza automatico: sento la musica e la testa si svuota…

    Il mio problema semmai è riscaldarmi: quando ho i muscoli freddi, la schiena diventa dura e i tempi di reazione si dilatano: lo prima tanda è una tragedia!!! Di solito cerco di farla con un amico, se sono un una milonga “domestica” o con qualche principiante volenteroso se sono in trasferta: non c’è niente di peggio che essere invitata dal miglior ballerino della sala quando la schiena non ne vuole sapere di stargli dietro!!!

    Besos
    Marina

  6. posso essere tesa come una corda di violino, ma quando sento la musica entro in un’altra dimensione e ci resto tutta la sera (dipende da quanto ballo). se la musica non è, però, di mio gradimento, tipo troppo rodolfo biagi, troppo sincopato, faccio fatica a rilassarmi: il mondo di qua mi richiama indietro. la prima tanda anche per me è sempre una sofferenza: arti estranei, consapevolezza di avere una schiena. se è costituita da musiche “strappamutande” mi scoccia un po’perchè non me la gusto appieno.
    poi, come dico, tutto prende il suo corso, il più naturale che c’è.

  7. A proposito di…
    Biagi. Io non lo metto sempre ma una tandina ogni tanto ci scappa e per me è una goduria. Comunque per te Lucy sempre Di Sarli (di solito anche 2 tande), promesso se verrai a trovarmi (improbabile) 😀

  8. Meglio Tanguera Sexteto Mayor (ha ragione Chiara)
    Fresedo me gusta mucho lo metto sempre verso la fine…ma per te Di Sarli !!! 😆

  9. No al contrario hai dichiarato in passato di adorare la cumparsita di DI Sarli (preferisco D’Arienzo e De Angelis). Ma perchè tutti associano Di Sarli all’essere principianti ? Lo so mascherine, lo so, ritmo scandito, solenne, ma non era per questo che te lo associavo. Mi ispiri Di Sarli – che è un grande – e basta. 😀

  10. Fresedo alla fine!!! Dopo Di Sarli!!! Ma non staremo scherzando! 🙂
    E’ vero che i maestri son contenti quando gli allievi li superano, ma… ne siamo proprio sicuri? 😉
    Sarà che adoro Fresedo!

    Per rispondere a Marina, ieri, mi infilo le scarpe e mi siedo. Di solito la prima tanda la regalo a Gio. Parte il Piazzolliano Preparense proprio nella tanda di Fresedo, e mi invita “lo straniero” della milonga; un bel giovanotto alto alto che scopro poi essere di Milano (tale Alessandro). Ohi mama! Così a freddo? Poi mi son detta: “e chissene…tanto anche lui è freddo; poi cosa vuoi che sia un tango dopo aver, per anni, tirato calci a freddo, nelle arti marziali!?”…E infatti mi son rilassata e goduta la tanda, iniziando proprio bene la serata. 🙂

  11. Cara Chiara, il diletto discepolo è informato e sa che a BAires mettono Fresedo dopo Di Sarli per rispetto al secondo che sarebbe stato suo maestro (ma non ho verificato). Comunque ho detto verso la fine non alla fine. La fine la riservo a tanghi elettronici ed alternativi.

  12. Strappamutande?
    Un bel tris di milonghe a tutto gas (a todo trapo!), magari proprio di Fresedo (tanto per restare in tema). Dopo una cavalcata di tre miloghe, l’adrenalina è assicurata! …. 🙂

  13. Di Dc sapevamo…ma cominciamo a capire il perchè dell’appellativo maniacus!
    Ma vi fanno un corso speciale nella facoltà di medicina? O sono le infermiere in camice bianco stile Garfagna che ispirano?
    🙂

  14. anche a me mi sa tanto che sti medici… e si che ne vedono… forse vedono troppe “vecchie e laide” e se vonno rifa’, oppure nun j’ abbasta mai!

  15. Ma scusa Chiara, tu mi fai vedere queste foto così equivoche delle tue amiche in mutandine e reggiseno e cosa ti aspetti ??? 😉

  16. ma va là! noi utenti, moooolto pazienti, invece, non ne possiamo più di medici imbronciati e compresi nella parte. magari si potesse parlare di musica, soprattutto in certi momenti.

  17. Si, in effetti il soggetto è un po’ “vetero”. Il vero scandalo semmai è che ormai ci pagano così poco (rispetto a prima) che in una serata da musicalizador guadagno quello che guadagno in una mezza giornata di intra moenia.

  18. Il neologismo Strappamutande (peraltro efficacissimo) non l’ho scritto per primo io, e poi, visto che sono anche geriatra, mi pare divertente ironizzare su altri aspetti che non siano atrosici.
    Per me in milonga ci sono solo uomini e donne, non ci sono ruoli professionali…. ma chi è sta Garfagna? 😆

  19. No, maniacus, mi mettono la croce perchè mi sono creato una seconda attività !!! Tra l’altro ne faccio talmente poche di serate che gli introiti sono a dir poco trascurabili…

  20. il neologismo è di area veneta e in origine sarebbe “sbregamudande” come dire che le mutande si strappano da sè al solo sentire le prime note giuste.
    la garfagna era una velina o similia, credo, all’epoca di drive-in con un camice abbottonato al terzo bottone su un push-up con contenuto vero o rifatto. infermiere così non se ne vedono più: ora mi paiono tutte karateke.

  21. E’ dura starvi dietro, ragazzi, ma di che si parlava? Di come rilassarsi in milonga? Come si è finiti a parlare di tanghi “srappamutande”?

    Comunque io ho un’insana passione per i tanghi cantati, spacie se di Calo’…

    E’ grave, dottore?

  22. ..Igual que una sombra..

    Avete mai provato a far sentire un canaro qualsiasi a qualcuno che non balla dicendo che a voi fa venire la pelle d’oca, e aver visto disegnarsi sul suo volto un’epressione di viva e partecipata preoccupazione per il vostro stato mentale?

  23. canaro molti lo considerano “marcetta”, pensa un po’. a me a volte sembra di essere una voce che grida nel deserto. in compenso sbavano per pugliese che a ballarlo sul serio ci vogliono le contro…misure e naturalmente non tengono il tempo manco morti, così altro che rilassarmi, mi risveglio de brutto e m’incavolo (dentro). così va il mondo. de gustibus non est disputa(cchia)ndum.

  24. Canaro ha suonato di tutto (ahimè anche marcette..)..

    Ma se ti più consolare anche Pugliese ha inciso mercette particolarmente brutte: ho comprato un doppio CD con dei brani che non ci si crede che è Pugliese (soloiopotevoriuscirci…)

  25. Indimenticabili i vals di Canaro! E le miloghe!? ne vogliamo parlare!?

    I brani che dici di Pugliese penso li abbiamo in molti.
    E’ quello che i dj mettono e appena è finita la tanda, puntualmente spunta uno in consolle che ti chiede: “Ma quando metti Pugliese?!”. Vero PierAldo?
    😉

  26. Tierra querida è bellissima.
    Comunque Pugliese è effettivamente difficile da ballare, spero che su questo tutti concordino. Ciò non toglie che sia anche strappamutande e anche reggiseno. 😀

  27. Pugliese è difficile da ballare BENE, è invece il santo protettore di chi non sa tenere il tempo: infilando passi un po’ a caso prima o poi un tempo di Pugliese lo beccano, sui tanghi più “quadrati” sono capaci di “lisciarli” tutti.
    Provate a ballare un vals con uno che non sa tenere il tempo: lo vorrete vedere morto prima della fine del primo brano…

    W le milonghe di Canaro!!

  28. Le milonghe di Canaro sono provvidenziali per chi musicalizza. Ce n’è per tutti i gusti, lente veloci…

    Per quanto riguarda Pugliese aiuta conoscere bene i brani…come è ovvio per tutti ma per Pugliese in particolare….così sai già quando c’è la pausa, più o meno quanto dura etc

  29. interessante l’idea di ballare qualcosa con qualcuno che prima o poi sbagliando ne becca un tempo…interessante…interessante per i neurologi che mi prenderanno in cura! quando si dice rilassarsi!

  30. Ragazze siete proprie esigentissime, badate che di questo passo qualche maschietto va in ansia da prestazione, e poi sono dolori; altro che altro che beccare una battuta, qui non si batte un chiodo.

    Ora faccio il serio e faccio una considerazione azzardata su Canaro:
    Secondo me è un grandissimo che sta al tango come mozart sta alla musica classica, per la sua leggerezza e musicalità che si può scambiare per faciloneria o banale marcetta ma non lo è. Pensiamo ai suoi vals, che so corazon de oro, sembra semmplice, ma si sente un fondo di tristezza e di malinconia strisciante che la rendono struggente, anzi direi che tutti i vals di canaro sono un po’ struggenti e quindi con molto sabor tanguerol

    A proposito cosa ne pensate di: quelli che ballano il vals come se fosse una valzer viennese? ohhhh yeeesss! 😆

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