L’ultimo post di Chiara mi fa’ ritornare in mente una riflessione che feci tanto tempo fa’ e cioè se “ci si possa sentire meno tangheri per il fatto di non essere argentini”.
L’altra sera in milonga una signora argentina non faceva altro che criticare il nostro modo di ballare dicendo che non c’è sentimento, che non c’è compàs etc. etc. Forse ha ragione, perchè no ?
Voi come la pensate ? Vi sentite meno tangheri per il fatto di non essere argentini ??? O ritenete che ciò non conti e che l’importante sia sempre e comunque “divertirsi e sentire”, anche pasticciando ???
Un’altra domanda:
“Non siamo forse noi geneticamente predisposti a ricevere la cultura del Tango, se consideriamo il backgroud storico e culturale da cui proveniamo ?”
Vi sentite dei brutti anatroccoli dipinti di bianco rosso e verde ??? 😀
Sono totalmente d’accordo con te sul fatto che siamo geneticamente predisposti al tango. Quello che deve succedere è che diventi davvero naturale, ma questo sarebbe possibile solo se ballassimo tango sin da piccoli. Invece il fatto di avvicinarsi in “tarda età” e con l’approccio di un “corso di” e quindi tutto quello che “esibirsi” “diventare bravo” “imparare le figure” porta con se, rovina il vero lavoro su se stessi e sul “diventare tango” che invece fanno gli argentini.
Ma con il tempo… sono fiducioso.
Art
Ma si,personalmente io vado avanti, poi non diventerò mai un Gavito o un Naveira o un Veròn: ma io faccio altro, non sono un ballerino – mi dico – quindi va bene così… W la mediocrità !!! 😀
Ma secondo voi quelli nominati da Dc si divertono in pista quanto ci divertiamo noi?
La mia conoscente argentina diceva di vedere in Argentina tante persone ballare per anni e rimanere sempre allo stesso merdoso livello.
buon rimpallo chiara! io non aspiro a diventare tango mi basta non essere f-oca giuliva quando ballo e mi faccio bastare-avanzare per sei mesi i complimenti di qualche maestro-maestro argentino (quando li fanno). quanto al fatto che tutti gli argentini si distinguano è frutto di pregiudizio con gli occhiali rosa. si divertono? se un lavoro piace diverte. forse loro appartengono a quella quota piuttosto esigua del pianeta che fa un lavoro che piace. anche se la faccia di pablo non tradisce divertimento. secondo me si diverte con la musica molto di più quando balla altro o batte sul tavolo il ritmo di qualche canzone: è da vedere!
W l’aurea mediocritas! (disse la volpe, sempre quella, quella che non poteva prendere l’uva)
E’ vero che per gli argentini il tango “es una manera de vivir”, quindi devi averlo nell’anima e nel sangue e respirarlo sin da piccolo, però penso si possano raggiungere lo stesso buon portamento e grande personalità pur non essendo argentini.
Ognuno poi deve viverlo come crede, chi per divertimento, chi per passione, chi per malattia…
Di solito comunque chi fa le cose con amore e impegno ottiene buoni risultati, a prescindere dai dati anagrafici.
oh yes: infatti io sono bravissima (si, insomma…) vecchissima grassissima ma anche levissima e stracotta (nel senso di innamorata, prego!) del tango. forse anche argentina nell’altra vita. perchè, come fai ad innamorarti della musica di piazzolla a dodici anni e non dimenticarla mai più? a me è andata così. anche se non ballo tendenzialmente piazzolla ma canaro fresedo et similia.
Se è vero che il tango per gli abitanti di Buenos Aires (perchè non per tutta l’Argentina è la stessa cosa)è un modo di vivere, è vero che non per tutti è un ballo. Da noi è soprattutto ballo. E qui la prima differenza. Ma non solo…
Eppoi chi se ne frega se non ballerò mai come una portena?
Ballerò come una riminese, mi divertirò come una riminese e buonanotte!
🙂
vabbè vabbè…. ma quell’immagine della bandiera “forza italia” argentinizzata mi fa proprio impressione…. non si può guardare….. (almeno io… mmmmbbbbbhhh)
Io ascoltando alcuni che sono andati a Baires ho come l’impressione che si siano argentinizzati….e non mi meraviglierei che bevessero il mate e mangiassero l’asado a casetta loro !!!
Niky
E’ vero, per rendere l’idea talvolta bisogna adoperare anche foto inguardabili…
Che gli italiani siano esterofili è risaputo. Da quando siamo stati in Spagna per lavoro spesso io e Gio parliamo in spagnolo. In casa nostra non mancano mate, dulce de batata, dulce de leche: appena c’è l’asado da qualche parte ci fiondiamo (io perchè a Gio neanche piace tanto…).
Ma come dicevo metto il dulce de leche sulla piadina, uso il dulce de membrillo con la mozzarella di bufala, bevo il mate zuccherato col miele del mio contadino…
Ma non mi sento argentina nemmeno un pò! Pensa che ho la presunzione di pensare che gli argentini vorrebbero essere italiani!
😉
Quello che mi fa impressione è conoscere italiani che non stanno nella pelle di tornare in Argentina appena possono, attratti dal fascino di Baires e di tutto ciò che per loro significa….
Io conosco quelli che non vedono l’ora di tornare a Cuba, in Africa, in Francia, in America, a Londra, in Turchia, sul Mar Rosso, …..
L’erba del vicino è sempre più….fumabile….
tres cosas:
– quando viene Veron, per 50 neuri all’ora gli posso anche dare lezione, ogni tanto.
(orgoglio tanghero, ecchellodicoaffà?)
– da quando è stata approvata la metempsicosi (circa 150 milioni di anni fa) siamo tutti stati
più volte tangueras y tangueros
– mi fermo per pigrizia
abrazos
Ciao a tutte/i,
ho letto parole come “scimmiottare” oppure “argentinizzati” ma il fatto di non esser NATIVI non credo impedisca a ognuno di avvicinarsi ad una cultura, perchè io penso che di questo si tratti, ognuno con il proprio personale approccio, io non mi sento argentino, certo amo moltissimo questo modo di esprimersi, mi incuriosisce e prima o poi spero di conoscer di persona il sentire argentino, il modo che hanno di vivere e pure il tango, con questo incontro ho scoperto un bellissimo modo di esprimere quel che sento assieme alla musica e una donna, cosa posso desiderare di più? Condivido il pensiero di Ak (il numero 2) e se rivendichiamo l’italianità perchè allora si parla e scrive in spagnolo, non è scimmiottare forse??
buoni tanghi
Ottimo contributo, Daniele, Grazie.
Niky
Ciao Daniele
>perchè allora si parla e scrive in spagnolo, non è scimmiottare forse??
Ti ho detto! Siamo comunque esterofili!
Per quel che mi riguarda penso che la conoscenza dello spagnolo sia importante per scoprire più a fondo il mondo del tango. E parlare o scrivere in spagnolo è un pò …fare esercizio 🙂
Poi diventa quasi spontaneo se ascolti tutto il giorno (o quasi) la radio o la musica in spagnolo.
Quando facevo arti marziali, per un pò ho avuto un maestro italiano che parlava come il suo maestro coreano! “Adesso fare un pò di salti”, “Se ginocchio piega, caviglia fa male…” ecc…
Quella la chiamo identificazione…ma non credo siamo a questi livelli…
🙂
A presto
Chiara
Miii èpure arti marziali….povero >Gio, chissà che “prese” che gli fai 😉
Beh! Ma cric e croc fanno tutto tutto insieme…anche le arti marziali (taekwondo)!
😉
Craaaak: okkio alle articolazioni, ragazzi !
Premessa:sottoscrivo e sottolineo tutto cio’ che ha detto Lulamiao!!!( Niky..!!!Lo sai come la penso!!!):O)))
Detto cio’io non credo che tutti gli argentini siano BRAVI tangueri:alcuni sono splendidi,alcuni mediocri,alcuni…neppure tangueri( ho ballato con qualche ex-taxista trapiantato a Milano!!).Ma capita a volte che, quando arrivano in Italia, si sentano di dover rivendicare una qualche superiorità o “diritto di prelazione”rispetto al tango argentino.
Se così fosse anche i cubani potrebbero criticarci per come balliamo salsa e tra gli europei,gli inglesi potrebbero aver da dire per come balliamo il valzer lento.
Anche noi in fondo abbiamo le nostre “fisime” nazionali,no?
Insomma..tutto il mondo è paese.
Durante uno stage con Florencia e Rodrigo(assistenti della Plazaola)a fronte di un mio tentativo(direi..maldestro)di eseguire con perizia la salida basica secondo lo “stile Gavito”,ho detto a Flo’:”Come ti invidio quei piedi!!” e lei,di rimando”Come ti invidio quella pasta al dente!”(si riferiva agli spaghetti mangiati insieme la sera precedente!)
Ciao
Dori
E aggiungerei: per i neofiti, fate attenzione perchè essere argentini non è sinonimo di bravura nel tango argentino. Potrete incontrare bravissimi ballerini di spettacolo che però non sapranno mai trasmettervi niente. Così come personaggi non eccessivamente pubblicizzati che invece hanno il gran dono dell’insegnamento. L’equazione bravo ballerino = bravo insegnante talvolta può essere estremamente fuorviante. Così come non tutti i ristoranti o le massaie italiani fanno bene gli spaghetti !!! 😉
Vi giuro su i miei zebedei che non avevo pensato minimamente all’associazione con il tanto vituperato partito politico….donne maliziosette !!!
Altrimenti non l’avrei postato: meno si parla/allude alla politica, meglio è. 😉
Niky
Non è che siamo maliziosette..è che..”Siamo donne, oltre alle gambe c’è di piu'”
D.
Wow e cosa cè ??? Peluche ???
Niky
Anche…:O)))..Ma non solo:O)E’ che a volte ci funzionano le sinapsi( mi correggano i doctor se ho deto una cavolata!)
No hai detto giusto. Purtroppo le sinapsi devono anche essere tante e non solo due come capita a certe donne…poche per la verità 😉
Spero nessuna di quelle che compaiono qui!!!
Certo che no, siete tutte simpaticissime e sveglie 😉
Niky
ke dire… beh essendo argentina vi posso assicurare ke molti argentini nn conoscono neanke ke sia il tango, o anzi nn lo hanno mai ballato e conoscono solo le canzoni + importanti come qlle di Gardel. Cmq ritengo k se vi sentite dei “tangueros” xk nn esserlo ( conntenti voi,,,) e poi se analizziamo la storia del tango ci rendiamo conto ke nn è affatto un ballo argentino, ma crato in terroteo argentino da immigranti italiani (i, + numerosi, polacchi tedeschi ecc,)quindi nn vedo xk nn possiate ballare il tango come 1 argentino fioglio di immigrato italiano xd hahaha
Chauuuuuuuuu y aguante el rock nacional , RiCOTAAAA JAJAJAJAJA
Muchas Gracias !!!
Per essere argentina devo dire che hai imparato molto bene l’italiano e il linguaggio dei suoi sms. Complimenti!!!
😉