Sondaggio di Opinione: Che “Milonga” sei ?

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Chi ha girato in Italia, Europa e Sud America avrà constatato che esistono milonghe in ogni angolo, spesso dove meno te l’aspetti, basta saperle cercare. Ma quale tipo di milonga soddisfa di più il vostro palato di milongueros ed il vostro modo di ballare: ampia, stretta, luminosa, luci psichedeliche, soffuse o addirittura buio ? Parquet ? Granigliato ? Linoleum ? Marmo ? Altro ?

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1 commento

  1. Sarei tentata di dire:la milonga frequentata dalle persone che mi piacciono, che non mi scalciano, che non parlano a voce alta,…
    Adoro i marmi e gli spazi ampi,le luci non troppo forti ,ma mi piacciono anche le piccole milonghe “alla buona”,con marmetti anni 60!
    Dori

  2. Io sono capitato a Roma in una milonga strettissima e per la mia incapacità di muovermi a piccoli passi non mi sono divertito affatto. Inoltre era buia. 🙁

  3. Condivido sulle luci basse. Mi sono trovata spiazzata al Nino bien a BsAs con luci forti sulla pista. Ma forse perchè ho imparato a ballare in Italia dove in genere teniamo le luci basse. La pista… non troppo ampia. La troverei eccessivamente dispersiva. Ciao!

  4. Comunque la tua risposta calza a pennello perchè con “Che milonga sei” si intende anche l’atmosfera, naturalmente….

  5. Il posto può aiutare certo che si, l’energia è un altra cosa, per quella le variabili sono molte, comunque la luce non dovrebbe esser troppo forte, sufficiente per l’intimità del tango direi, per il pavimento, legno for ever!

    buoni tanghi

  6. Atmosfera =
    persone (i sorrisi) e personale!!!
    + musica (qualità, volume)
    + colori (luci, pareti, tovaglie ai tavoli…)
    + odore (ben arieggiato…)
    + sedute (divani, sedie, tavoli…)
    + tanta voglia di divertirsi!!!

  7. Ah! Non posso fare pubblicità occulta…tantomeno palese…
    🙂
    A parte gli scherzi, quando organizzo una milonga sono una palla terribile e cerco sempre di trovare molte delle componenti descritte, se non tutte.
    Non sempre ci riesco, ma sono molt, molto esigente!
    E come direbbe Tomba “chi mi conosce lo sa!”
    😉

  8. Dalla sala con luci soffuse e parquet perfetto alla palestra illuminata al neon e con un pavimento difficile, non mi interessa, l’importante è la gente che c’è e l’atmosfera che si crea.
    🙂

  9. L’atmosfera…come la magia è un caleidoscopio di ingredienti, se sono quelli giusti e si mischiano a modo, il gioco è fatto!! E allora..buon mix!!

    buoni mix tanghi

  10. Insomma vedo che è un argomento che attira… dico la mia:

    COSE OVVIE:
    1) il piede ESIGE un pavimento della giusta scorrevolezza
    2) il buon senso non vuole colonne o intralci in mezzo alla pista
    3) l’orecchio vuole una buona diffusione della musica: molti diffusori a volume non troppo alto
    4) l’occhio vuole luce soffusa, anzi molto bassa sulla pista (favorisce la concentrazione) ma i tavoli vanno illuminati bene anche mentre va la musica, non solo per fare la mirada, ma anche banalmente per riconoscersi e salutarsi…
    5) il nostro “lato b” richiede sedie (o divanetti) in numero sufficiente, e dislocati su spazi adeguatamente ampi.

    COSE SOGGETTIVE:

    a) è meglio che la sala non sia troppo affollata, ma neanche vuota (fa tristezza)
    b) i frequentatori dovrebbero essere “misti” (bravi e meno bravi), per evitare che si generino climi troppo “esclusivi”
    c) la gente fa il 70% del clima: donne che si pongano visibilmente in attesa di un invito, uomini che invitino sempre donne diverse, tolleranza con tutti, niente “lezioni” o puzza sotto il naso, gruppi di amici (o di scuole) non si dovrebbero chiudere fra di loro…
    d) il 30% lo fa il musicalizador, se sa scegliere la musica giusta, e la sa adattare all’andamento della sala: il suo compito è la “regia emozionale”
    e) se il musicalizador sa intrattenere (con moderazione e simpatia) va bene: può parlare al microfono, ma non mentre va la musica!
    f) i profumi: ovviamente non aria stantìa o che sa di muffa, ma neanche odori di cibo o cose così… meglio aria fresca, e che non sia profumata artificialmente.
    g) i colori: rosso e nero rendono più intimo e accogliente, rosa va bene, bleu o marrone purché lucidi, anche tappezzerie arabescate vanno bene; no assoluto ai colori freddi, e luci colorate si, ma con moderazione…
    h) l’abbigliamento basta che sia di buon gusto, senza esagerazioni e senza sciatteria, pulito ed in ordine. Ovviamente l’abbigliamento dovrebbe essere adeguato a chi lo porta, ma questo è compito di ciascuno…

    …. volendo continuare si potrebbe andare avanti all’infinito. PERO’: attenti perché non solo l’ideale non esiste, ma va considerato che lo iato fra il gusto personale e la situazione oggettiva, è ciò che mette l’individuo in relazione, provoca, arricchisce, fornisce stimoli motivazionali…

    Per fortuna, la realtà non è mai come la vorremmo!

    Comunque,

  11. Ti nomino mio collaboratore, con l’incarico di verificare personalmente se l’abbigliamento delle ballerine sia adeguato…

  12. Ma io sono troppo lassista, lo sai …..miiii ieri ce n’era una che c’aveva due gambe….l’ho radiografata tutta !!!

  13. … scherzavo, ovviamente!

    Immagino invece che tu abbia colto le mie sensibilità verso il ruolo del musicalizador…. e ti so sensibile all’argomento!
    Un giorno ballerò mentre tu metti su i dischi…

  14. Speriamo che Andrea si muova a compassione e mi chiami per usa serata anarcotanguera (su anarco il mio report sul tangoy di ieri sera).
    Niky

  15. emanueleemanuel, concordo con quello che dici e con l’elenco, che sarà sempre incompleto.

    Solo che questa combinazione lineare va pesata con coefficenti variabili.
    Per esperienza di vita, didattica, socialità, coinvolgimento, ecc. ecc.
    metto l’accento sull’aspetto sociale e conviviale. Se la compagnia e gradevole e disponibile, senza caste, nicchie biologiche, snob, unti-del-dio-del-tango, argentardi, snob (repetita…), smusati-inca##@ti-ombrosi, la milonga è già riuscita per l’85%.
    Noto proverbio umbro: “in compagnia prese moglie anche un frate!”

    abrazos

  16. Queste le mie preferenze:

    PISTA liscia perchè tranquillizza, mette a proprio agio, agevola i passi e permette abbellimenti più raffinati a noi donzelle su sandaletti con tacco alto;
    LUCE assolutamente soffusa e calda (non neon bianco da laboratorio analisi);
    TAVOLINI E SEDIE con vista pista (non dietro a colonne o piante) con tovaglietta lunga (nasconde il campionario di scarpe e calzetti lasciati in giro);
    MUSICA a giusto volume con musicalizador attento e vario.
    Prediligo quelli che annunciano la tanda dicendo i brani o almeno l’orchestra (non pretendo come il grande Felix Picherna ma un minimo…) e che propongono almeno una chacarera. Le cortinas mi piacciono brevi, oppure brani di salsa interi da ballare (non le mezze misure).

    Chiara se ne intende davvero, di solito non sbaglia. E’ una bravissima musicalizadora, balla con tutti, socializza con tutti, è molto generosa, ogni tanto propone esibizioni a sorpresa, qualche regalino per le dame, qualche prodotto della sua terra, insomma una perfetta locandiera!

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