Lucia Conte

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L’intervista che vi proponiamo è frutto di una piacevole chiacchierata telefonica con la cantante Lucia Conte, un’artista completa che giovanissima ha scoperto il Tango e da allora non ha mai smesso di amarlo e interpretarlo.

Lucia Conte nasce come cantante lirica con alle spalle una formazione classica, come è avvenuto l’ incontro con il tango e come ha arricchito la sua vita professionale e personale?

L’incontro con il tango è avvenuto quando avevo circa vent’anni, grazie a una pianista, con la quale tutt’ora collaboro, Monica Terlizzi, che ascoltandomi un giorno mi disse che la mia voce sarebbe stata perfetta per il tango argentino. Cantavamo insieme in un coro polifonico, ero giovanissima, e all’inizio ero anche un po’ titubante perché da sempre associavo l’idea del tango alla balera.
Un giorno lei mi regalò un cd e mi disse che se mi fosse piaciuto avrei provato a cantare il tango con un ensemble che lei stava formando. Erano le 4 stagioni di Astor Piazzolla, fu un colpo di fulmine immediato e da quel momento ho iniziato ad approfondire la storia del tango.
Alcuni anni dopo, grazie a mia sorella, ballerina di tango, mi sono poi avvicinata anche al tango ballato ed è stato un ulteriore arricchimento anche per la mia attività di cantante in milonga, perché ero più consapevole delle percezioni dei ballerini. Ho scoperto e conosciuto tutto un mondo che mi ha dato molto, sia come persona che come interprete, coinvolgendo tutti quelli intorno a me in questo turbine di passione che mi ha travolto. Parlo di tango con gli amici, i colleghi, ma anche in casa, con mia sorella, mio cognato, mio cugino,  siamo tutti tangheri e abbiamo trascinato in milonga perfino la nostra mamma.

Cantante, ballerina, ma anche attrice. Una poliedrica del tango. Oltre a cantare in milonga  è stata  impegnata  anche nella produzione di spettacoli teatrali dedicati al tango e alla sua storia, curando regia, testi, sceneggiatura, parte musicale e ovviamente rivestendo il ruolo di cantante. Cosa l’ha spinta a cimentarsi in questa esperienza e quale spettacolo l’ha più coinvolta ed emozionata?

L’idea di creare uno spettacolo in cui il canto, la danza e la recitazione si intrecciassero mi ha sempre affascinato e il tango mi ha dato proprio l’occasione di unire i molteplici aspetti artistici che da sempre hanno coesistito nella mia vita.
Ho creato uno spettacolo Mi noche de Tango che poi ho anche tradotto in diverse lingue, il cui obiettivo è portare alla luce e far conoscere tutti gli aspetti del tango, non solo la sensualità, la componente che più spesso, chi conosce il tango in modo superficiale associa ad esso. Diffondere quindi la cultura del tango. Il tango come ballo sociale, di relazione, che comprende tutti gli aspetti della comunicazione, verbale e non, il confronto generazionale, e multietnico, l’incontro con persone diverse con vissuti ed esperienze diverse, e il ritorno alla parte istintiva dell’essere umano. Nei miei spettacoli spesso mi trovo a far conoscere gli aspetti meno visibili del tango a volte ad un pubblico quasi del tutto ignaro o neofita.
È molto appagante accompagnare in questo viaggio chi magari non conosce l’aspetto musicale, storico, aneddotico del tango, il tango come modalità d’incontro e ritrovarsi a guardare la magia negli occhi degli ascoltatori rapiti da questo mondo sconosciuto.

Cosa apprezza di più nel tango e perché?

Come ballerina quello che più amo nel Tango è sicuramente l’abbraccio. La forma di comunicazione che si crea è molto istintiva e intima. Quando ci si abbraccia nel tango si sente qualcosa di profondo della persona che hai davanti, si sviluppa una grande sensibilità. Nel tango accade esattamente il contrario di quello che succede nella realtà. Nella realtà prima conosci qualcuno e poi forse lo abbracci, nel tango prima lo abbracci e poi lo conosci. La conoscenza avviene quindi prima utilizzando i sensi, con una comunicazione non verbale, nelle emozioni condivise e trasmesse. E’ una modalità più istintiva di incontro.

Le differenza tra cantare un’opera lirica e cantare in milonga

Quando canto in teatro un’opera lirica il pubblico in sala è completamente in silenzio, immobile che ascolta, e attraverso la mia interpretazione lo accompagno verso mondi sconosciuti e lui si lascia trasportare.  Il pubblico in milonga invece è un pubblico in movimento ed è un pubblico che parla la mia stessa lingua, condivide il mio stesso codice e la cultura di riferimento. Il sottofondo della milonga è contraddistinto da suoni, dal vociare, dal tintinnio dei bicchieri, dal fruscio dei passi.
Non c’è silenzio, ma c’è un’altra modalità di ascolto. I rumori della milonga sono come un tappeto musicale sui cui mi muovo; mi accompagnano e sono parte integrante della mia performance.

Quali sono i suoi prossimi progetti e cosa spera per il futuro?

In questo momento sembra un po’ difficile pensare al futuro, data la particolare situazione che il mondo sta attraversando. Alcuni debutti sarebbero dovuti avvenire in questo periodo, ma siamo in attesa di una riprogrammazione, in particolare, ero impegnata in una produzione di Napoli Milionaria di Nino Rota nei teatri toscani. Oltre al recupero delle date saltate in questo periodo, sono in contatto con dei teatri in Germania con i quali spero si aprano presto delle collaborazioni. Ho avviato anche dei progetti con importanti orchestre di Tango, ma per il momento tutto il nostro settore è fermo.
Spero che si ritorni presto a cantare, ballare, sorridere e far emozionare la gente e poi un mio sogno nel cassetto: interpretare prima o poi Maria de Buenos Aires, opera-tango di Piazzolla-Ferrer.

 

Lucia Conte

Cantante di grande duttilità vocale, il suo repertorio spazia dal Barocco al Contemporaneo passando per le grandi opere di Repertorio ottocentesco e la musica da Camera internazionale per arrivare al Tango.

Si laurea con il massimo dei voti in Canto Lirico e Discipline Musicali presso il Conservatorio Tito Schipa di Lecce. Si perfeziona presso l’Accademia S. Cecilia di Roma, l’Accademia R. Celletti di Martina Franca, il Conservatorio Verdi di Milano, la Scuola dell’opera del Teatro Comunale di Bologna e l’accademia del Teatro Pergolesi Spontini di Jesi. Consegue il Master di I livello in Tecnica ed interpretazione vocale operistica e liederistica presso il Conservatorio U. Giordano di Foggia.
È inoltre laureata in Lingue e Letterature Euromediterranee con lode presso l’Università del Salento. Vince numerosi concorsi internazionali e debutta nei ruoli principali delle maggiori opere. Muove i primi passi, appena ventenne, con l’ensemble Cafè1930. Crea uno spettacolo Mi noche de tango con il quale si è esibita nei teatri d’Europa, America e Asia. Altri progetti teatrali sul tango: Histoire du Tango con la pianista Monica Terlizzi; Corazòn Tanguero e Tanguedia con gli Artango Ensemble. Si avvicina poi sempre di più a quella che è l’origine del tango, intraprendendo progetti di tango ballabile con musicisti di rilievo internazionale con i quali si esibisce in diverse milogas e festival.

Canta in numerosissimi teatri e sale da concerto tra i quali: Auditorium RAI Toscanini di Torino, Sala Verdi di Milano, Reggia di Caserta, Goldoni di Livorno, Verdi di Pisa,  Giglio di Lucca, Coccia di Novara, San Babila di Milano, Pergolesi di Jesi, Olimpico di Vicenza, Alighieri di Ravenna, Politeama Greco di Lecce, Mijeni di Scutari, Teatro Oda di Prishtina, Anfiteatro del Lago di Tirana, Petro Marko di Valona, Thailand Cultural Center di Bangkok, Verdi di Genova e Sale de Fêtes de la Mairie di Parigi,  Opera House di Hanoi in Vietnam, Parlmento europeo di Bruxelles e molti altri

 

Youtube: Lucia Conte
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