di Victor Hugo Del Grande
Tra le figure della “Guardia vieja” che più affascinano, esperti di musica e non, c’è sempre in prima fila Eduardo Arolas, ma poco si parla di uno dei musicisti più importanti per formazione musicale e per capacità di evolvere in quegli anni: Arturo Vicente De Bassi.
Egli contribuì in modo fondamentale a gettare le basi di carattere e struttura che fecero poi durare e crescere nel tempo il nostro amato tango.
Arturo Vicente De Bassi nacque nel quartiere porteño di Recoleta il 2 aprile del 1890. La sua formazione musicale completa lo fece diventare uno dei pochi musicisti professionisti degli anni della Guardia Vieja. Suo padre, Cayetano De Bassi, era un italiano maestro di musica e direttore di banda, Arturo iniziò gli studi musicali con lui e poi si perfezionò con diversi importanti maestri. Aveva appena quindici anni quando uno dei suoi professori lo introdusse come clarinettista nell’orchestra del teatro Apolo.
Poco tempo dopo fu nominato direttore musicale delle produzioni teatrali di Jeronimo Podestà proprio nello stesso teatro, componendo tantissimi brani e arrangiamenti per questi spettacoli.
Nel 1903, ad appena tredici anni, scrisse il suo primo tango, “Ma qui fu”, dedicato a suo zio Basilio. Nel 1905, a quindici, scrisse “El incendio”, e dopo arrivarono “El caburè” e “La catrera”, tangos che – come quelli di Arolas – sono rimasti nel tempo, composizioni di una modernità incredibile.
L’opera di questo ragazzino era musicalmente superiore a tanti tangos di altri autori affermati dell’epoca e formava parte del repertorio delle orchestre tipiche. Non fu un autore particolarmente prolifico, ma tutta la sua produzione musicale è di grande qualità.
L’attività nei teatri Maipo e Apolo lo assorbivano parecchio, sottraendo tempo ed energia alla composizione tanguera. Per problemi cardiaci si ritirò ad una vita più tranquilla nel 1935.
Una mattina del 1950 aveva chiamato per telefono da casa sua a Carlos Di Sarli, per ringraziarlo della magnifica versione di “El incendio” che il maestro aveva eseguito in radio la notte prima. Pochi minuti dopo questa telefonata un arresto cardiaco mise fine alla sua vita terrena.
Nel 1908 il maestro De Bassi presentò ad un concorso organizzato da un famoso giornale dell’epoca, “Ultima Ora”, un tango a cui lui teneva particolarmente. Il pezzo non vinse nessun premio e subito dopo De Bassi lo editò con la seguente frase in copertina: Tango non premiato nel concorso “Ultima Ora”.
Come ci insegna la storia, poco dopo “La catrera” (in lunfardo: il letto) ottenne una diffusa popolarità che arriva sino ai nostri giorni, mentre i tangos premiati presero la triste strada dell’oblio.
Victor Ugo Del Grande