di Victor Hugo Del Grande
Horacio Antonio Castellanos Alves (detto “Pintin” Castellanos) nacque a Montevideo, Uruguay, il 10 giugno 1905 e morì il 2 luglio del 1983. Pintin è l’autore della celebre milonga “La Puñalada”. Penso che il destino di Castellanos come autore di milongas fosse scritto nella sua storia, perché nacque e crebbe a Montevideo, città che contava una popolazione numerosa discendente degli schiavi africani portati dagli spagnoli e per tanti anni da questi utilizzati come servitù.
A parte la creazione della “Milonga porteña”, realizzata da Piana e Manzi, è infatti nota l’influenza dei ritmi e delle danze degli africani nella formazione del tango e della milonga.
Pintin crebbe ascoltando e vedendo il Candombe, la Murga per strada nei carnevali di Montevideo. Questa esperienza lasciò a mio parere un’impronta notevole nel modo di concepire la creazione musicale di Castellanos, che diventò soprattutto un prolifico autore di milongas.
Julio e Francisco De Caro – che avevano rivoluzionato la musica del tango nel 1924 con la formazione del loro sexteto – avevano già inciso un tango di Pintin nel 1930, “Anocheciendo”, ma fu in seguito, nel 1935, che Castellanos scrisse a Montevideo il pezzo che lo portò alla fama: “La Puñalada”.
Nel 1937 a Buenos Aires un’orchestra iniziava ad affermarsi, famosa per aver riportato la gente fuori a ballare il tango dopo un periodo di crisi e per la caratteristica ritmica delle interpretazioni, dettate soprattutto dall’impronta del pianista dell’orchestra, un tale Rodolfo Biagi. Era l’orchestra di Juan D’Arienzo, che per l’edizione di quell’anno andò a suonare ai famosi carnevali di Montevideo.
Proprio lì D’Arienzo conosce Pintin, inizia a frequentarlo e un giorno Castellanos propone a D’Arienzo uno dei tangos che aveva scritto, appunto “La Puñalada”. D’Arienzo, di ritorno al suo hotel, chiama i suoi musicisti e presenta loro il pezzo, che non viene però accolto favorevolmente, forse per la struttura un po’ troppo evocativa della guardia vieja; qualcuno propose “e se lo suonassimo come una milonga?” E cosi fecero, creando il grande successo che aiutò a consolidare l’orchestra di D’Arienzo, collocandola per sempre tra le più importanti della storia del tango. La incisero nel 1937 per la RCA Victor. Nel 1943 D’Arienzo la incide nuovamente e sull’altro lato del disco aggiunge una nuova versione della “Cumparsita”.
Questa felice accoppiata fece di questo disco il più venduto della storia del tango argentino. Ancora D’Arienzo ripeté la stessa incisione nel 1951, con una tecnica di registrazione più evoluta. Anche Francisco Canaro provò a inciderla nel 1937, con il ritmo originale di tango, ma non ebbe successo. Desistette e nel 1946 e 1951 interpretò altre due versioni, questa volta in versione milonga.
Nell’anno del debutto – il ’37 – il nero Cele (Celedonio Flores) provò a scriverne le parole, ma non ebbe mai successo come versione cantata, è conosciuta per la versione strumentale, e grazie all’enorme successo ottenuto da D’Arienzo nessuno provò più a inciderla in quegli anni.
Fu cosi importante per D’Arienzo il sodalizio creato con Pintin che ne incise quasi ogni anno una milonga. A parte i tangos “Don Horacio” e “Barrio de guapos” D’Arienzo di Pintin incise le milongas: “El temblor ” nel 1938, “Meta fierro” nel 1939, “Cajita de musica” nel 1940, “Candombe oriental” nel 1941, “Tirando a matar”nel 1942, “Candombe rioplatense” nel 1943, “Me gusta bailar milonga” nel 1944, “Chaparron nel 1946, “El potro nel 1949”, “A pugno linpio” nel 1950, “Peringundin” nel 1953, “La endiablada” nel 1955.
“La Puñalada” fu incisa da importanti orchestre come quella di Firpo, Fresedo, Mariano Mores, Domingo Federico, Attilio Stamponi, Hector Varela.
Tra le orchestre che imitavano lo stile di D’Arienzo, a me piace particolarmente la versione di Donato Racciati, Montevideano doc.
Victor Ugo Del Grande