ovvero la connessione tra causa e effetto, azione e reazione e così via
a) Se volete ballare meglio, dovete impegnarvi a ballare meglio studiando.
b) Se volete ballare in una milonga ordinata, dovete voi stessi ballare ordinati in milonga
c) Se volete progredire nella gestione del ritmo e dei passi, dovete impegnarvi di più nel ritmo e nei passi.
2) Creare
ovvero ciò che creiamo diventeremo
a) Se non sappiamo, ma vogliamo ballare il Tango, dobbiamo studiarlo.
b) Mentre siamo uniti col Tango (nel nostro intimo attraverso l’ascolto della musica e
del partner; all’esterno con l’espressività dei passi del ballo) tutto ciò che ci circonda ci da
segni per il nostro stato interno.
3) Essere umile
ovvero non crediamoci superiori
a) Se rifiutiamo qualche partner o qualche passo, tutto ciò continuerà a preoccuparci ovvero
chi disprezza compra.
b) Non concentriamoci sui passi e persone che consideriamo negativi, perché ci deviano da
situazioni, passi e persone positive.
4) Crescere
ovvero dove siamo, siamo
a) Se vogliamo crescere nel nostro Tango, concentriamoci sulla crescita personale e non su quella di altri ballerini,
cose o situazioni in milonga.
b) Possiamo controllare o cambiare solamente noi stessi e il nostro Tango
c) Cambiando chi e cosa siamo nella nostra immaginazione e cuore, il nostro Tango ci seguirà.
5) Essere responsabile
ovvero il Tango è roba tua
a) Se qualcosa non funziona nel mio Tango, c’è qualcosa che non funziona in me.
b) Noi rispecchiamo nel nostro Tango tutto ciò che ci circonda e cosa ci circonda si rispecchia nel nostro Tango.
c) Dobbiamo prendere le responsabilità del nostro Tango.
6) Connettere
ovvero tutto è uno e uno è tutto
a) Anche se balliamo un passo insignificante, è molto importante che lo balliamo come connesso
con tutto il ballo restante.
b) Ogni passo porta al prossimo.
c) Qualcuno deve pure fare il passo iniziale per finire un Tango.
d) Ne il primo ne l’ultimo passo sono più importante dell’altro, perché tutt’e due sono indispensabili per finire il Tango.
e) Abbraccio, appoggio dei petti e le mani connessi sono tutti collegati tra di loro.
7) Focus
ovvero concentrazione è tutto per il successo
a) Non possiamo occuparci di due cose, partner e balli contemporaneamente.
b) Se il nostro obiettivo è quello di ballare veramente sublimemente, è impossibile occuparci anche con sensazioni come
l’avidità, rabbia, invidia o gelosia.
8) Dare e ricevere
ovvero essere o sembrare
a) Se crediamo in qualche passo, atteggiamento o tecnica, prima o poi dobbiamo essere in grado di dimostrarlo.
b) Dobbiamo mettere in pratica ciò che dichiariamo di aver imparato.
9) Here and now (qui ed ora)
ovvero vivere nel presente
a) Ricordarsi dei successi passati, non ci permette di ballare pienamente nel presente.
b) Inseguire vecchi comportamenti, passi e figure non ci permettono di sperimentare nuove combinazioni ed incontri.
10) Cambiare
ovvero se non sei tu che cambi…
a) Il modo di ballare ripetiamo finché non abbiamo imparato di più, migliorato il nostro Tango e cambiato il nostro ballo.
11) Pazienza e ricompensa
ovvero non mollare
a) Tutti i successi necessitano una fatica iniziale
b) Se sono di valore duraturo richiedono pazienza e fatica persistente, sempre.
c) La vera felicità la sperimentiamo quando siamo in grado di ballare come dovremmo ballare e quando siamo in attesa
che questo succeda.
12) Significato ed ispirazione
ovvero sei tu che fai il Tango
a) Abbiamo di ritorno quanto abbiamo investito.
b) Il vero valore di qualche passo e abbraccio è il risultato diretto dell’energia e intento che abbiamo messo noi stessi
dentro.
c) Il contributo personale è sempre un contributo per il ‘tutto’, il Tango.
d) Passi, abbraccio e comportamenti che mancano di brillantezza non hanno né un influenza importante sul Tango,
né lo sminuiscono.
e) Elementi espressi con amore aggiungono invece vita e ispirazione a tutto il Tango.
Firenze gennaio 2015 © Patricia Müller
Tango de Salón Apilado dal 1995
www.kidojo.it – www.tangodesalon.it
info@kidojo.it
https://www.youtube.com/user/MullerPatricia/
Fb patricia.muller.92317
(Altri pensieri filosofici per migliorare il proprio Tango di Patricia Müller in:
‘Tango Argentino – piccolo breviario per i suoi ballerini’:
http://tango-dancers.com/tango-argentino-piccolo-breviario-per-i-suoi-ballerini/,
also in English Tango Argentino: ‘A Pocket ‘Breviary’ For Its Dancers’:
http://tango-dancers.com/tango-argentino-a-pocket-breviary-for-its-dancers/)
Mi piace moltissimo il punto in cui si parla di umiltà, effettivamente risulta un ottimo atteggiamento per affrontare la milonga. Con umiltà riesci a socializzare con tutti i tipi di ballerini e ballerine senza, come dici giustamente tu, provare invidia e gelosia. Purtroppo devo dire però che spesso l’umiltà, che per esempio io propongo spesso nel mio tango, mi riduce a volte l’espressione di alcuni passi. Mi spiego meglio: volevo dire che essere umili significa anche non avere quella struttura fisica nel tango che invece si dovrebbe avere per uno stile tanguero adeguato, cioè insomma un po’ come tirarsela. È difficile spiegare questa cosa ma volevo semplicemente dire che se tenti di essere strutturalmente brava nel tango ti dicono che credI di essere chissà chi!!! certo è che questo poco importa, tu sai che il tuo atteggiamento è umile e giusto, e tutto il resto non conta. Diciamo che come in tutte le cose anche nel tango una buona dose di buon senso non guasterebbe. Ciao a tutti