Melingo

0
10

Recensione allo spettacolo “Melingo” dedicato al grande artista andato in scena il 27 marzo al Centro Culturale Candiani di Venezia

Melingo, ha trascinato con sé un pubblico entusiasta che non smetteva di applaudire a fine spettacolo.
Per ben due volte è uscito sul palco regalando due bis e ha strappato un boato sulle note del Linyera.
Melingo è stato di parola, come ci aveva anticipato durante l’ intervista rilasciata per la nostra Webradio La voce del Tango
Ha presentato un’antologia dei suoi Tanghi, un melange di atmosfere per recuperare le radici dal jazz più caldo alle sonorità francesi e ai suoni, al folclore musicale greco.
Il cuarteto composto dal pianista Juan Pablo Gallardo, dal bandoneonista Facundo Torres, dalla strepitosa voce e contrabbasso Romayn Lecuyer, hanno seguito con gli occhi l’istrionico anfitrione Melingo che ha rispettato la tradizione jazzista dell’ improvvisazione durante l’esibizione.
Il palco è per Melingo un open space, cammina tra la platea, le pareti diventano coreografie immaginarie, il pavimento uno strumento musicale.
Tutto serve per fare spettacolo e creare la magia del Lyngera, il capello, il lungo soprabito e le scarpe con la punta, una revisione moderna di Charlie Chaplin.
Le canzoni portano le storie di vite spente nei bassifondi di Buenos Aires, tra ladri e perdenti, come nella canzone di Narigon e Corazon y hueso.
Il barrio diventa il luogo in cui si volgono i drammi della vita, Ayer del barrio me voy. Melingo usa tutta la sua capacità espressiva per comunicare al pubblico,  il linguaggio segreto della musica, per cui anche senza capire il significato del testo comprendiamo perfettamente l’emozione sia essa tristezza, sfinimento o gelosia.
Verso la fine del concerto all’intonazione di Chalaman, nel più totale silenzio dove solo la voce di Melingo riempiva lo spazio si è sentito l’applauso di una signora in prima fila, come il battito delle ali di una farfalla, durato una frazione di secondo, Melingo si è fermato l’ha guardata e ha ripreso a cantare, in quel attimo si sono riconosciuti, entrambi hanno visto la loro giovinezza negli occhi dell’ altro, gli stadi degli anni ’80, il ricordo della band Los Abuelos de la Nada e di Miguel Abuelo.
Bravo Melingo, ti aspettiamo ancora in Italia.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui