Tra viole e violini

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Con la mano
qui ti voglio portare
dissociata
associata
in un cortile popolare
In quello spazio
in quel corpo
di edificio comune

in un marzo qualunque
dove la pausa è sempre primavera
Lì ti voglio portare
Proiettata
Infinita
Sazia
di pace
di luce
di pizzi
di pece
Solo per dirti
che sei un atto di fede
se sempre diverso
arreso
atteso
fiorisci nelle ortiche
tra viòle,violini e papaveri selvatici
Lì ci sapremo portare
amanti e lottatori
nei bronzei petti
in danze mai viste
E lì ti muovi
Eppur ti muovi
Autentico
Gotán

fotografia di Grazia Maria Addante

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