Il mattatore “Daniel Melingo” ci narra mestamente la sua “Montmartre de Hoy” (Montmartre di oggi), nel triste ricordo di un quartiere e di una Parigi che vibravano del tango di grandi interpreti; di corpi che più non esistono e di un presente di nebbia che tutto avvolge e oblia: tradizione spazzate via da una seconda guerra mondiale che ha segnato una netta cesura tra la gaudente bohème e la frenesia di vivere.
Il testo è tratto da un brano contenuto nel volume ” Historia del Tango en París” di uno dei più grandi autori del tango, Enrique Domingo Cadícamo, il quale negli anni ’50 scrive: <il tango era scomparso dalla vita notturna. Questo mi ha immerso in una fitta nebbia di tristezza.
Non so se fossi io oppure il panorama desolato dove mancavano i miei amici dell’anno ’30…
Quei cabaret di Montmartre di quegli anni non esistevano più, come nella nottambula Rue Fontaine, le melodie nei locali “Garrón” o “Palermo”.
Una nostalgia per l’età d’oro di Gardel, Pizzarro, Bianco y Bachicha, mi ha rattristato profondamente.
I musicisti vestiti con costumi da gaucho non attraversarono più Place Pigalle.>
“Montmartre de Hoy”
Solo nella notte, attraversando vado
per una strada della vecchia Parigi.
Porteño e vagabondo, tanguero sono
e son lontano dal mio paese.
Traverso sognante piazza Pigalle
e sento subito la sensazione
di star udendo, sentimentale,
la voce nasale di un bandoneon.
Echi di tanghi in rue Fontaine,
fantasmi di Arolas presso un bistrot
e al Florida canta Gardel,
Pizarro spopola a El Garrón.
Quel Montmartre non esiste più,
quartiere di tanghi e rendez-vous.
La nebbia avanza dal boulevard
sopra i miei sogni di gioventù.
Buon ascolto da Bruno Comastri (Tdj El Gatoloco).
Una simpatica coreografia – https://youtu.be/QiWn4MWc_E4
In vivo – https://youtu.be/cdnevTWJo4c
Disco – https://youtu.be/cYT7D5aIKuI