di Victor Hugo Del Grande
A: Non ci sono state donne importanti nel tango?
V: Certo, e molto importanti.A: No, siccome scrivi sempre sugli uomini…V: È vero, è che generalmente sono uomini musicisti e scrittori.A: No, siccome è la Festa della Donna si potrebbe scrivere una bella “chicca” per render loro omaggio!
ROSITA QUIROGA – Rosa Rodriguez Quiroga de Capiello nacque il 15 gennaio del 1901 nel quartiere de “La Boca”. Iniziò studiando chitarra niente meno che con Juan de Dios Filiberto. Nella prima decade del secolo a Buenos Aires era di moda incidere dischi in modo particolare. Un po’ come adesso – che pagando la sala d’incisione si può registrare un pezzo dimostrativo con la propria voce o musica. Un amico di Rosita le chiese di accompagnarlo con la chitarra in una registrazione privata in una sala della RCA Victor. Lei accontentò l’amico ma dopo volle fare una prova lei, ma questa volta da sola, chitarra e voce. I responsabili della Victor rimasero a bocca aperta e intuendo il talento di Rosita le fecero incidere il suo primo disco pochi giorni dopo. Poi, immediatamente, passò alla radio e fu la prima artista femminile a incidere dischi per l’Argentina e l’estero insieme a Carlos Gardel. Fu lei che insistette perché Homero Manzi e Sebastian Piana componessero qualcosa di nuovo che desse un po’ di movimento alla milonga campera. Cosi nacque “milonga Sentimental” la prima milonga portegna.
AZUCENA MAIZANI – Azucena nacque il 17 novembre del 1902 nel quartiere di Palermo. All’età di cinque anni fu portata dai suoi familiari a vivere nel isola di Martin Garcia perchè i suoi genitori molto poveri non riuscivano a mantenerla. Sull’isola frequentò la scuola dove fece rappresentazioni infantili cantando e ballando, crebbe in salute e felice. Tornò a Buenos Aires all’età di diciassette anni, trovò lavoro in un laboratorio di sartoria, mentre il canto covava con impazienza nella sua anima. Una sera prese coraggio e andò al ”Pigall” dove suonava Canaro e la sua orchestra. Nell’intervallo si avvicinò al maestro e gli disse :”Scusi, io canto”. Canaro le fece un breve provino e dopo l’intervallo le fece cantare due tangos. Così iniziò una carriera che la portò alla radio, al teatro e al cinema, ma soprattutto nella storia del tango Argentino con tutti gli onori e meriti.
LIBERTAD LAMARQUE – Sulla strada aperta nel tango femminile da Rosita Quiroga e Azucena Maizani, transitò subito dopo Libertad Lamarque, che nacque a Rosario un 24 di novembre tra il 1907 e il 1909, vi è questa incertezza perché non volle mai rivelare la sua vera età. Suo padre Gaudencio Lamarque, noto anarchico di Rosario, stimolò i suoi figli alla lettura e all’arte in generale. Libertad iniziò cosi presentandosi in piccole feste e nei carnevali di Rosario. Tempo dopo si trasferì a Buenos Aires dove fece un’audizione con l’impresario di teatro Carcavallo che la fece debuttare nell’opera “La muchacha di Montmartre”. La sua carriera nel cinema argentino fu notevole. Nell’anno 1947 si trasferì in Messico. Fu tristemente noto il suo litigio con Evita Peron, qualcuno dice per gelosia artistica, ma anche per divergenze politiche. Forse condivideva i principi di giustizia sociale del peronismo, ma non la concentrazione di potere che creò intorno a se il generale Peron .
ADA FALCON – “Il gioiello argentino” Ada Falcon nacque il 17 agosto del 1905. Aveva sedici anni quando nel teatro dell’opera cantò il tango “Besame en la boca”. Fu una della artiste più quotate della casa discografica “Odeon” registrando più di quindici dischi al mese soprattutto con Canaro. Quest’ultimo, nonostante fosse innamorato di Ada, non lasciò mai la sua famiglia, forse fu questo il motivo che spinse Ada Falcon a ritirarsi per sempre in un convento francescano di Salsipuedes nell’anno 1942, trasformandosi in una leggenda.
MERCEDES SIMONE – La data di nascita è in discussione tra il 31 di aprile del 1904 e il 1909. Finita la scuola primaria si diede da fare realizzando diversi tipi di lavori per guadagnarsi la vita, alternando con la sua passione che era cantare. Conobbe un ragazzo che suonava la chitarra, Pablo Rodriguez, con il quale poi si fidanzò. Fecero un duo chitarra e voce con il quale realizzarono delle tourneè nella provincia di Buenos Aires. Le doti vocali di Mercedes indussero il marito a diventare il suo rappresentante e cosi iniziò la carriera di solista di Mercedes. Nel 1925 debuttò in Bahia Blanca e nel 1926 in Buenos Aires. Poi arrivò il disco e la radio e il cinema, Mercedes Simone era contesa tra le radio e i teatri essendo l’interprete femminile più pagata del momento.
TITA MERELLO – Tita nacque nella provincia di Buenos Aires l’11 di ottobre del 1904, fu la creatrice – insieme a Sofia Bozan – di un tango con contenuto umoristico. Lavorò intensamente nella rivista di Buenos Aires, in radio e soprattutto nel cinema, essendo l’atrice più popolare degli anni cinquanta. Ci sono delle interpretazioni di Tita che praticamente non si concepiscono con un’altra voce come: “Se dice de mi”, “Pipistrela”, e “Que torcido andas Julian”.
Sapendo di commettere una grossa ingiustizia, dimenticando tantissime artiste, farò alcuni altri nomi come: Tania, la compagna di Discepolo, la negra Sofia Bozan. L’enorme qualità vocale di Maria Gragna, di Virginia Luque, il talento di Eladia Blasquez, però sapendo che è una questione di gusto personale, voglio rendere omaggio alla più grande di tutte, quella che sa innescare l’emozione ogni volta che sento la sua voce, quella che la violenza la subì veramente , radiata, messa da parte e portata nel bisogno estremo.
NELLY OMAR, nacque a Guamini il 10 settembre del 1911. Ci lasciò fisicamente il 20 dicembre del 2013 all’età di 102. Cantò fino alla fine perché lei nacque per cantare come gli disse sua madre. E inutile spendere parole per raccontare un’artista del genere. Solo un piccolo aneddoto: nel pieno del successo, amica di Evita Peron, incise la marcia “Es el pueblo” e la milonga “La descamisada”. Si esibì in grandi feste popolari organizzate dal governo peronista. Dopo il golpe del 1955 “La revolucion libertadora”, Nelly fu ignorata completamente e non lavorò più, passando un periodo di difficoltà economica estrema. L’immagine che tutti hanno nella memoria di Nelly Omar è quella di lei, sul palco, mentre indossa il suo mitico poncho rosso. Beh, non era una questione coreografica o di marketing. Quando dopo tanti anni tornò a cantare non poteva permettersi un vestito decente per salire sul palco. Ebbe l’idea di mettersi il suo vecchio poncio rosso per coprire i vecchi e poveri vestiti.