Presentato per la prima volta al “Festival Internacional de Cine de Mar del Plata” nel Novembre del 2014 il prossimo 1° Ottobre sarà proiettato per la prima volta al pubblico il documentario “Salgán & Salgán” che mostra nella sua intimità il rapporto del famosissimo pianista Horacio Salgán con il figlio César negli ultimi anni; relazione fuori del comune, non solo per l’enorme talento del pianista, compositore e arrangiatore, che lo rende una delle personalità più salienti del tango, ma anche per l’anacronistico vincolo filiale di genitore-figlio giacchè César ha conosciuto suo padre quando era tra i 7 ei 9 anni, guardando la televisione… “Questo è tuo padre”, gli ha detto sua madre, mentre stava cucinando.
Una storia straordinaria che la regista Caroline Neal è riuscita ad estrarre in 86 minuti con lucidità e sentimento, lasciando alla scoperta dei piccoli ma essenziali dettagli tutto l’amore, l’assenza, l’ammirazione e la fatica che sono stati presenti nella loro relazione.
“Questo film è stato fatto a fuoco lento, dice Caroline Neal, parafrasando il titolo di uno dei brani più famosi del Maestro. “Nel 2007 ho filmato Horacio e César per la prima volta. Quella prima notte ebbi già l’intuizione che c’era qualcosa di speciale nella loro relazione padre-figlio, qualcosa che mi ha toccato profondamente e nella quale si potevano vedere riflesse migliaia di storie di padri e figli, tra cui la mia. “
“Per convincere Horacio a partecipare al film, ho scritto a mano delle lettere, molte lettere, spiegando come avrei voluto lavorare, questo perché Horacio non sente più bene per telefono e il mio accento americano rendeva più difficile. L’atto di scrivere lettere a mano obbligava però a un rallentamento, a un muoversi più lentamente, con più attenzione e chiarezza. Alla fine, Horacio e César hanno collaborato così generosamente con me che insieme abbiamo fatto un film che in un primo momento non avremmo potuto nemmeno immaginare; infatti li ringrazio infinitamente per il coraggio di condividere i dettagli della loro vita. Nei nostri incontri è uscita una storia di creatività e di paura, desiderio e amore, passione e pressione, distanza e identità. Un tango, di padre e figlio.”
“Il punto è che nessuno sa esattamente chi è il padre e chi è il figlio”, dice in un determinato momento César, su quella convivenza così speciale. E a sua volta, Horacio scherza con un fotografo “come se fossimo padre e figlio” …
Corridore professionista su automobili, ha vinto tre campionati, César arriva a confessare: “Ho meno paura di correre in un giorno di pioggia che di suonare la variazione di “A fuego lento”.
Con umorismo, musica e momenti speciali per entrambi, il documentario è altamente suggestivo. Non è un film “di tango”, è di amore e di odio, della vita, del legame paterno e rivela l’intimità di un dio del tango come è Salgán padre.
Cioè, contraddicendomi di proposito, sì, è un film di tango.
Perchè il tango, come ha detto una donna saggia, sono le verità della vita.
Silvia Rojas