Viva il Tango! Evviva la libertà!

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Da poco abbiamo oltrepassato la soglia del quarto lustro del secondo millennio e il tango pare stia vivendo un nuovo periodo di splendore. In ogni angolo del pianeta spuntano festival, eventi e manifestazioni di ogni sorta e natura diversa, ciascuna cerca di proporre la propria identità, e di presentare agli amanti del ballo nato a Buenos Aires differenti offerte sempre alettanti, continuamente stimolanti.

Il Tango Festival di Morbegno (So) Valtellina non fa eccezione. L’11, 12 e 13 settembre sarà un weekend ricco e pieno d’iniziative: tre milongas, quattro stage, pratiche libere, e una prima assoluta: TANGOS at an EXHIBITION!, la nuova produzione di Serate Musicali ideata e scritta dal compositore argentino Jorge A. Bosso.
 

 Jorge A.Bosso (398 x 600)

 

 

 

Una promenade d’immagini, un boulevard arricchito di metafore musicali sono il file rouge – esposizione di quadri sonori che danno forma al silenzio di memoria. Un leitmotiv, che a rilento si scompone lungo lo spettacolo, rivela sfumature nascoste, velate ombre, oscurità e bagliori della musica di Buenos Aires. Musica e danza saranno valorizzate dalle proiezioni di suggestive immagini della città e una inconsueta proposta visiva: un paesaggio delle antiche copertine delle partiture di tango, vere e proprie gemme del disegno grafico, ornamenti preziosi, quasi preamboli delle atmosfere che ogni tango poi ricreerà.
 

 

Per la nostra settima edizione i vincitori dei Campionati Mondiali di Tango nella categoria tango escenario (Buenos Aires, 2011) Max Van De Voorde e Solange Acosta ci porteranno la loro esperienza e i loro insegnamenti. Una coppia singolare, accativante e di grande virtuosismo nel panorama tanguero internazionale. Al loro fianco li accompagneranno i maestri, oramai collaudati, Selene Gamba e Alessandro Antonucci.
   Max Van De Voorde  e Solange Acosta

 
Ripartiamo da capo. Avendo oltrepassato oramai la soglia del quarto lustro del secondo millennio, crediamo sia naturale chiederci cos’è oggi il tango. Sicuramente rappresenta qualcosa di molto diverso da ciò che significò un secolo fa, e indubbiamente è un’espressione lontana dalla realtà che spinse Astor Piazzolla a proporre una musica nuova. Egli comprese che il tango aveva bisogno di un cambiamento profondo. L’Argentina non era la stessa in cui il tango era nato, e la musica di Buenos Aires non rifletteva più le radicali trasformazioni della società e del suo tempo.

La città stava cambiando enormemente verso la fine della prima metà del ‘900:

– Nel 1928 erano due milioni di abitanti, nel 1940, data vicina alla composizione del poema, la città era cresciuta di un 25%, due milioni e mezzo di cittadini.

– Dal 1930 in poi, dopo la visita al nostro paese di Le Corbusier, inizia una nuova corrente urbanistica sotto il nome di Razionalismo architettonico, movimento che in Europa nacque dopo la Grande Guerra, in Germania fu portata avanti da Walter Gropius, in Spagna da García Mercadal, in Olanda dal gruppo De Stijl, che dà priorità all’armonia degli spazi, senza adoperare ornamentazioni superflue.

– Si inaugura nel 1921 il Teatro Nacional Cervantes, nel 1924 il Conservatorio Nacional de Música, nel 1928 costruisce l’architetto Alejandro Bustillo il primo esempio di architettura razionalista, la casa particolare della scrittrice Victoria Ocampo.  Nella decade successiva apre le sue porte il Museo Nacional de Bellas Artes (1933), nel 1936 si costruisce l’edificio più alto del Sudamerica  in cemento armato, il Kavanagh,  e nello stesso anno l’architetto Alberto Prebisch, realizza  l’obelisco nel centro della città.

– Arrivano al Teatro Colón figure come Stravinsky per dirigere Petrushka e L’Uccello di Fuoco, Jascha Heifetz, Rubinstein e qualche anno prima Richard Strauss con la Filarmonica di Vienna.
 

 

 ElGallito
 

La capitale apre i suoi orizzonti, allarga i suoi confini. L’arrivo di Piazzolla rappresenta un punto di svolta: il tango non è più un fenomeno puramente nazionale, ma si nutre di nuove energie, si alimenta da nuovi vigori che arrivano da oltreoceano. Piazzolla reinventa il suono della città e diviene portatore d’intenzioni e cambiamenti.

Dopo queste riflessioni, un pomeriggio a Buenos Aires, chiesi al poeta Horacio Ferrer cos’è oggi il tango. Lui sintetizzò il suo pensiero in una sola frase: il tango è libertà. E poi aggiunse:

«Il tango è sempre uno stato d’animo e quello che rimane oltre lo stato d’animo stesso. Il tango è lo spirito bohemien, la notte, il pellegrinaggio, una forma di pienezza per chi lo balla, lo canta, lo recita o lo suona. La libertà stessa, penso sia uno dei grandi valori del tango. Prima, per quanto riguarda la possibilità di viverlo a proprio piacimento, la sua parte bohemien, e poi la libertà di inventare e reinventarsi. Horacio Salgán, un altro grande esponente del tango, mi raccontava che arrivò a un certo punto della sua carriera in cui non gli piaceva nessuna orchestra di tango e quando decise di creare la sua fu guardato come se fosse un tassidermista della musica, una “rara avis”. Lui diceva che Piazzola cercava di uscire dall’orbita del tango e lui invece di rientrare. Ognuno, credo, trova alla fine la propria strada.

 

 

Il futuro del tango è nel passato. Necessariamente le nuove generazione interpretano quegli stati d’animo a loro modo e – come la libertà è un valore supremo nel tango – ognuno troverà il proprio cammino.»

 

 

Credo, ai giorni nostri, siano parole e pensieri essenziali per tentare di comprendere la natura odierna del tango. Il tango fiorisce rigoglioso ed esuberante in tutto il mondo. In ogni paese, nazione o città in modo ugualmente diverso – permettetemi l’ossimoro.

 

 

Il tango oggi non è più il riflesso di una forma di vita ma credo la sua metamorfosi sia andata ben oltre. Il tango accomuna, include e orienta segni e intenzioni senza la necessità di un passato comune. Il tango omologa e attraverso il tango riconosciamo il naturale bisogno di condividere azioni e gestualità.

Niente frontiere, niente confini.
 

 

Vi aspettiamo numerosi al 7° Tango Festival di Morbegno (So), presso la privilegiata cornice dell’Auditorium Sant’Antonio, certi di offrire una manifestazioni d’alta qualità.

Viva il Tango! Evviva la libertà!

 

 

Ivana Zecca

Direttore Artistico di Serate Musicali

www.seratemusicali.net
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