Si, si! Parliamo proprio del nostro Giacomo Puccini. Le sue opere e i suoi capolavori non hanno bisogno di presentazioni. Tutti abbiamo sentito almeno una volta una delle sue arie più conosciute, magari tratte dalla Manon Lescaut, o dalla Turandot, dalla Madama Butterfly, dalla Tosca o dalla mia preferita, La Bohème!

Nasce a Lucca in Toscana, vive e crea in provincia, a Torre del Lago, fra la fine del 1800 e i primi del 1900, dunque in piena fase creativa ed espansionistica del tango. Il tango arriva in Europa, a Parigi, nel Nord Italia, e contagia tutti gli ambienti della vita notturna, molto frequentati dal nostro compositore. Dunque non c’è da stupirsi se, magari per coprire qualche debito di gioco, si sia dedicato alla composizione di un “Piccolo tango per pianoforte“! (Ne ho trovato solo un assaggino piccolo piccolo QUI. Se avete di meglio fatevi sotto!!!). Però la paternità del pezzo per alcuni è ancora dubbia.
Forse l’aggettivo vien fuori per modestia, perchè probabilmente nel suo viaggio a Buenos Aires, Puccini aveva sicuramente avuto modo di conoscere il vero tango! Il sociologo Pedro Rivero nei documenti del convegno “Puccini a Buenos Aires, il grande maestro toscano: la vita, le opere, aneddoti e fatti sconosciuti del suo soggiorno nel nostro Paese”, racconta che nel 1905 Giacomo Puccini si recò in Argentina sulle tracce del fratello minore, Michele, emigrato nel 1888 in cerca di fortuna e morto in circostanze misteriose qualche anno dopo. Durante il suo soggiorno a BsAs fu ospite di molti banchetti in suo onore e presenziò anche alla rappresentazione della versione definitiva della sua opera, Edgar, al Teatro Colon. Pare che in occasione della sua visita, gli fosse stata commissionata anche la composizione di un Inno Argentino, Dios y Patria. (QUI più notizie sull’interessante argomento).

Dobbiamo però riconoscergli che anche le sue opere hanno sicuramente contagiato il tango porteño. Raul Garello, ad esempio, lo annovera fra i suoi musicisti e compositori preferiti e ispiratori, ma non soltanto lui. Anche il compositore italiano Gerardo Metallo, uruguayo di adozione, era un grande ammiratore di Puccini. Lo conobbe in occasione del solito viaggio, durante una visita a Montevideo e gli dedicò persino un conservatorio, il Liceo musicale Puccini.
Non dimentichiamo poi, anche Enrique Delfino, che nel tango Griseta del 1924 (QUI cantato da Gardel nell’anno della composizione), ci regala una sfilata di personaggi pucciniani di prim’ordine:
Mezcla rara de Museta y de Mimí
con caricias de Rodolfo y de Schaunard…
…soñaba con Des Grieux,
quería ser Manon….
Abiamo Musetta e il filosofo Schaunard, Mimí e il poeta Rodolfo, protagonisti del romanzo “Escenas de la vida de bohemia” che ispirò “La boheme“; poi abbiamo Des Grieux e Manon, del romanzo “Histoire du chevalier Des Grieux et de Manon Lescaut“, questo ispiratore della “Manon Lescaut“.

Puccini y el farol – Torre del lago – Lucca – Foto by Maurizio Plutino
Insomma … nessun dorma! … e un bel di vedremo … come farvi riscaldare la gelida manina! Magari ballando un tango! 😉
Un caro saluto
Chiara
e quando qualcuno ti pesta i piedi come…lucean le stelle!
E i Fil di fumo nelle tanguerie di una volta dove lo lasci?
e io che dico un sacco di scemenze sul tango “un po’ per celia e un po’ per non morir” ?
Tutti melomani eh?!!
😀
Puccini non nasce a Torre del Lago, ma è nato a Lucca…..
Grazie per la precisazione, Alessandro!
Meno male che ci aiutate voi che ci leggete…..
Ogni tanto ci capita di inserire qualche informazione sbagliata, ed apprezziamo sempre tantissimo chi ci aiuta a correggerla.
Soprattutto perchè ci piace creare un rapporto attivo con i lettori.
Che, con qualcuno, diventa regolare… Un bacione a Flavia, e buon viaggio!
Giusto Ale!
Nato a Lucca e vissuto a Torre del Lago!
Muchas gracias!
🙂